L’Osservatorio sulle REMS si interroga sulle liste d’attesa per Barete

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L’Osservatorio sul superamento degli OPG e sulle REMS per la salute mentale, nato come evoluzione del Comitato StopOPG per l’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ha inviato all’Assessore alla Programmazione Sanitaria e al Presidente vicario della Giunta Regionale Abruzzo, e non solo, una lettera sulla situazione relativa al processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari nella regione Abruzzo e sulle preoccupanti liste d’attesa per la REMS – Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza- Abruzzo-Molise di Barete. Qui il testo della comunicazione:
Come Associazione per la tutela dei diritti dei cittadini in materia di salute mentale e come aderenti a StopOPG prima e all’Osservatorio poi, riteniamo utile far conoscere all’esterno la situazione.
In data 17/12/2018 una delegazione dell’Osservatorio aveva potuto osservare e valutare la struttura di Barete durante la visita, tappa di un “viaggio” che sta toccando e toccherà tutta l’Italia. Qui il report.
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Lettera aperta di “…e tu Slegalo Subito” sulla morte di Agostino Pipia nell’Spdc di Cagliari

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5 gennaio 2019, di Gaia Romeo

Fonte: http://www.slegalosubito.com/2019/01/05/lettera-aperta-di-e-tu-slegalo-subito-sulla-morte-di-agostino-pipia-nellspdc-di-cagliari/

Il 5 gennaio 2019, a nome della campagna “…e tu Slegalo Subito” per l’abolizione della contenzione, Giovanna Del Giudice, Vito D’Anza, Valentina Calderone hanno inviato una lettera aperta all’Assessore alla Salute della Regione Sardegna, Dott. Luigi Arru, e per conoscenza al Direttore Generale dell’ATS Sardegna, Dott. Fulvio Moirano, e alla Ministra alla Salute, Dott.ssa Giulia Grillo, in merito alla morte, probabilmente per contenzione, di Agostino Pipia, lo scorso 23 dicembre, nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura N.1 dell’Ospedale S.S. Trinità di Cagliari.

Qui di seguito il testo:

Gentile Assessore,

un uomo di 45 anni, Agostino Pipia, è morto il 23 dicembre nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura N.1 dell’Ospedale S.S. Trinità di Cagliari, dove era stato ricoverato il 10 dicembre in Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Le notizie che trapelano dalla stampa locale sono poche e non chiare. Si legge anche dell’utilizzo nei confronti dell’uomo della contenzione meccanica. La Procura di Cagliari, dopo l’esposto della famiglia, ha aperto un’indagine contro ignoti per “omicidio colposo” affidando ad un consulente l’incarico per l’esame autoptico.

Questa ulteriore morte di un ricoverato in un Servizio psichiatrico ospedaliero della Sardegna ci lascia sgomenti. Quattro mesi fa, il 3 settembre u.s., nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari un giovane ricoverato di 30 anni, Paolo Agri, è stato trovato morto, legato mani e piedi da più giorni.
Non possiamo non ricordare peraltro che a Cagliari, in quello stesso Servizio psichiatrico ospedaliero del S.S. Trinità, era stato trovato morto il 22 giugno del 2006 Giuseppe Casu, legato per 7 giorni, senza soluzione di continuità, fin dal momento del suo ricovero. Una morte che, riconosciuta e denunciata, ha rotto il fronte del silenzio e dell’omertà su una pratica routinaria e sommersa, non solo nei servizi psichiatrici di Cagliari ma nella maggior parte di quelli italiani, riavviando il movimento per l’abolizione della contenzione e per una cura centrata sui diritti.

Speravamo che non dovesse più succedere. Non doveva più succedere.

Così, mentre le indagini giudiziarie a Sassari e a Cagliari, a cui spetta di accertare eventuali responsabilità penali, seguono il loro corso, a nome della campagna nazionale “… e tu Slegalo Subito” per l’abolizione della contenzione meccanica nei luoghi della cura, ci rivolgiamo a Lei, come tutore e garante della Sanità in Sardegna.

Queste morti hanno bisogno di essere affrontate a viso aperto, con un pensiero critico e un’azione decisa che interroghi e intervenga su cosa non ha funzionato, su cosa si sarebbe dovuto fare, su cosa deve cambiare perché, come diceva Natascia Casu, “quello che è successo [a mio padre] non succeda più a nessuno”.

Assessore, Le chiediamo che vengano adottati immediati provvedimenti per l’abolizione della contenzione meccanica nei Servizi psichiatrici ospedalieri sardi e di ogni pratica “inumana e degradante” nei confronti delle persone con disturbo mentale. Questo è un imperativo etico e scientifico, rispettoso della Costituzione, artt. 13 e 32, oltre che Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità, artt. 14, 15 e 17, ratificata dal Governo italiano nella Legge 18 del 2009, come delle Raccomandazioni del Comitato nazionale di Bioetica dell’aprile 2015.

Le chiediamo di avviare senza indugio strategie e azioni visibili e trasparenti, in particolare nei Dipartimenti di salute mentale in cui sono avvenute le morti di persone ricoverate, per una profonda rivisitazione culturale, organizzativa e gestionale che possa rendere attuale la presa in carico e la cura delle persone con problemi di salute mentale nel rispetto della dignità e dei diritti, primo quello della cura.

La campagna “… e tu Slegalo Subito” per l’abolizione della contenzione chiede che ritorni a esser data centralità alla tutela della salute mentale, diritto dell’individuo e interesse della comunità, che sia rilanciato il lavoro di cura delle persone con disturbo mentale negli ambienti naturali di vita con interventi e politiche sui determinanti sanitari, socio-economici, lavorativi, culturali, ambientali, insieme ad un finanziamento adeguato dei Dipartimenti di salute mentale. 

Alle persone poi che attraversano un particolare momento di fragilità e di dolore tale da richiedere il ricovero in un servizio psichiatrico, deve essere data attenzione, vicinanza, ascolto, professionalità e competenza. Non certamente distanza, regole rigide, porte blindate, controllo, sequestro. Non solo risposte farmacologiche e, quando queste non funzionano, la contenzione meccanica.

Tutto questo, nell’attuale legislazione e organizzazione dei Dipartimenti di salute mentale, in va-rie parti del nostro paese risulta possibile, come dimostrano le buone pratiche di numerosi operatori e servizi di salute mentale e come pure, in alcuni periodi e in alcuni situazioni, è stato possibile ed è possibile in servizi della Sardegna.

La salutiamo con stima e ci rendiamo disponibili ad ogni confronto e collaborazione.

per la campagna nazionale … e tu Slegalo Subito

Giovanna Del Giudice, Vito D’Anza, Valentina Calderone

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Tutti uguali, tutti diversi. Dal 3 al 6 dicembre a L’Aquila

In occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, il Comune dell’Aquila insieme al Tavolo delle Associazioni per Disabili organizza la manifestazione “Tutti uguali, tutti diversi”. L’Associazione 180amici L’Aquila, insieme a Percorsi L’Aquila, promuovono tre momenti per la Salute Mentale.

tutti uguali, tutti diversi

Qui la brochure dell’evento: tutti uguali, tutti diversi

locandinaLunedì 3 dicembre ore 8:30, Ridotto del Teatro Comunale, incontro con gli studenti delle scuole superiori e proiezione del film “Si può fare” con la partecipazione di PIERCESARE STAGNI, storico del cinema, SABATINO PAPOLA, ideatore della rassegna “Cinema e psichiatria”, GIULIO MANFREDONIA, regista, in collegamento Skype. Guarda il trailer.

Martedì 4 dicembre ore 9:00, Aula Consiliare del Comune dell’Aquila, seduta straordinaria aperta del Consiglio Comunale. L’evento sarà trasmesso in diretta da Radio Stella 180 e potrete seguirlo qui http://www.radiostella180.it/ o qui https://www.spreaker.com/user/radiostella180.

Giovedì 6 dicembre, Auditorium del Parco.

  • ore 16:30, presentazione dei progetti che le associazioni Associazione socio culturale CalliopeASD AMC e 180amici L’Aquila – Onlus stanno portando avanti all’interno della REMS di Barete. Radio Stella 180 incontra REM’S Radio.
  • P_20181129_215355ore 17:00, presentazione a cura di Emanuele Sirolli (Psicologo coordinatore del progetto REM’S Radio), del libro “La città dei giocattoli” di Giampiero Cavuoti, ospite della struttura, Editrice Totem.
  • ore 18:00, proiezione del film “Padiglione 25. Il diario degli infermieri” che racconta l’esperienza rivoluzionaria nel manicomio di Santa Maria della Pietà di Roma prima della Legge 180. Interverranno gli autori Claudia Demichelis e Massimiliano Carboni e uno dei protagonisti, Tommaso Losavio. Guarda il trailer.

L'immagine può contenere: oceano, spiaggia, cielo, spazio all'aperto, natura e acqua

In cammino per la ricostruzione dell’alto Aterno

E’ partita questa mattina da Campotosto la marcia delle donne dei paesi dell’alta valle dell’Aterno che arriveranno domani a L’Aquila per essere ricevute dal Prefetto. La manifestazione, 50 chilometri a piedi passando per i territori del cratere del sisma 2016-2017, vuole denunciare gli inaccettabili ritardi nella ricostruzione e riaffermare quel “diritto al futuro” che in molti casi sembra negato. 

Oggi c’eravamo anche noi ad accompagnare le donne in marcia e lo faremo anche domani!

Gli appuntamenti sono:

  • ore 8:00 Centro Commerciale Cermone, Pizzoli, da cui si raggiungerà A PIEDI il centro cittadino
  • ore 11:30 Prefettura, Corso Federico II, 9, L’Aquila

Riteniamo importante una presenza quanto più massiccia possibile, per sostenere i nostri amici e aiutarli ad affermare i loro diritti… per questo invitiamo tutti alla mobilitazione e a partecipare all’iniziativa! Vi aspettiamo!

 

Per saperne di più:

http://www.ilcentro.it/l-aquila/donne-in-marcia-per-dare-speranza-all-alto-aterno-1.2079088

http://news-town.it/cultura-e-societa/22615-alta-valle-dell-aterno,-la-ricostruzione-%C3%A8-un-miraggio-le-donne-si-mettono-in-marcia-domani,-il-cammino-di-pacifica-protesta-da-campotosto-a-l-aquila.html

https://www.youtube.com/watch?v=3_ZZ8-3fAvE

10 ottobre. Torniamo a parlare di Salute Mentale nella giornata mondiale dedicata.

180amici - 10 ottobre

L’Associazione 180amici L’Aquila, associazione di cittadini per la tutela della Salute Mentale, intende portare all’attenzione pubblica la Giornata Mondiale della Salute Mentale: una celebrazione, tuttavia, che non può rimanere esclusivamente tale, ma può essere occasione e momento di programmazione delle azioni da portare avanti, sia come Associazione che a livello di persone esperte per esperienza, ovvero persone con un passato di sofferenza mentale protagoniste del loro percorso di recovery e di vita.

Non possiamo esimerci dal rilevare che, a 40 anni dalla Legge 180 (la Legge Basaglia che nel 1978 ha sancito la chiusura dei manicomi in Italia), è ancora lontano dall’essere raggiunto l’obiettivo della “buona cura” evidenziato dall’allora Direttore Generale dell’OMS Gro Harlem Brundtland1 nel 2001. E come si raggiunge questo obiettivo? Abbiamo tutti gli strumenti per farlo e non parliamo soltanto di quelli farmacologici: interventi psicologici, inclusione sociale, relazionale e lavorativa, senza separazione e con vera integrazione, devono essere le basi per una “buona cura” portata avanti con coraggio e consapevolezza.

Tuttavia, la strada verso la “buona cura” non è priva di difficoltà: tra queste, l’aumento continuo del ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), spesso come unico strumento per fronteggiare l’urgenza piuttosto che lavorare sulla prevenzione delle acuzie attraverso una presa in carico forte da parte del Centro di Salute Mentale (CSM) che, in accordo con il Progetto Obiettivo “Tutela salute Mentale 1998-2000”2, meriterebbe una posizione sempre più centrale all’interno del Dipartimento di Salute Mentale (DSM). Il basso numero dei TSO è, invece, indicatore di qualità di un Dipartimento di Salute Mentale e, in tal senso, forte dev’essere l’impegno di tutto il sistema organizzato delle Unità Operative di Salute Mentale.

Un’altra difficoltà che possiamo evidenziare è, purtroppo, la carenza di progetti per l’inclusione lavorativa: le borse lavoro destinate a persone con sofferenza mentale sono molto poche e assolutamente non sufficienti e sono ancora più scarsi i progetti personalizzati che prevedono l’evoluzione della borse lavoro in un inserimento lavorativo vero e proprio. In questo contesto, evidenziamo come le Cooperative Sociali (ma anche le Associazioni e gli enti del Terzo Settore in generale) rappresentino una risorsa fondamentale all’interno di progetti di recovery.

Quella che, fin dal 2004 ci era sembrata una buona opportunità in tal senso è da allora bloccata ed appesa alle indecisioni e ai tempi della politica. I progetti del Parco della Luna e, al suo interno, dell’Albergo in Via dei Matti, avrebbero potuto essere occasione per ristrutturare e ridare vita ad almeno alcuni dei padiglioni dell’ex manicomio ed avrebbero avuto una ricaduta produttiva, anche con l’inserimento lavorativo di persone con disagio psichico nell’ambito turistico-alberghiero. E invece è tutto fermo: il parco di Collemaggio rischia di essere lasciato in uno stato di abbandono e degrado, nonostante le Associazioni che, grazie alla disponibilità dell’Azienda Sanitaria, hanno sede in strutture provvisorie al suo interno e si rischia di perdere anche l’ultimo finanziamento legato al Master Plan.

Evidenziamo, invece, il risultato ottenuto con l’applicazione della Legge 81 del 2014 che ha portato alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e, sul nostro territorio, all’apertura della REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Barete e al buon lavoro dell’équipe sanitaria. Resta, tuttavia, la forte criticità delle difficili dimissioni e dei nuovi invii come provvisori, per cui bisogna stimolare i DSM a produrre progetti personalizzati che permettano alla Magistratura di adottare misure di sicurezza alternative all’internamento.

In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Salute Mentale nei 40 anni dalla promulgazione delle Legge 180, invitiamo quindi la Politica e la Sanità Comunale e Regionale ad affrontare i problemi in modo concreto e non più solo con enunciati che non fanno altro che evidenziare la discrepanza fra il dire e il fare. Quest’anno proponiamo che un Consiglio Comunale straordinario sulla Salute Mentale si svolga all’interno della settimana della disabilità e in coincidenza con la Giornata Nazionale della Salute Mentale il 5 dicembre, anche nell’impegno per la piena applicazione della Legge Basaglia che potremmo sintetizzare come più servizi di Salute Mentale forti sul territorio, minor ricorso ai TSO, impegno all’abolizione di qualsiasi forma di contenzione, vera sconfitta per tutti gli operatori, i pazienti e la società civile in generale.

Parafrasando Basaglia, se è stato dimostrato che “si può fare”, che è possibile curare le persone mentalmente sofferenti nei luoghi di vita e non nei manicomi, e se in alcuni virtuosi luoghi d’Italia questa è già la realtà, dobbiamo lottare affinché questa diventi la “normalità” ovunque.

Ci rivolgiamo, infine, a tutti i giornalisti e agli organi di stampa: spesso il problema dello stigma nei confronti della malattia mentale e di chi ne soffre è alimentato dalla pessima abitudine di accostare la follia ai concetti di crimine e reato. Invitiamo, quindi, a rispettare un’etica giornalistica3 che non alimenti il pregiudizio e la criminalizzazione del malato di mente, ma che riporti in maniera quanto più oggettiva e neutrale i fatti senza soffermarsi sullo stato di salute delle persone coinvolte o, peggio, attribuire a quello l’accaduto.

 

1)https://180amiciaq.wordpress.com/2017/10/09/salute-mentale-contro-il-pregiudizio-il-coraggio-delle-cure/

2)http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_558_allegato.pdf

3)http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/as-pdf/generate.php?post=4476

La 180amici al Festival della Partecipazione

Torna a L’Aquila dall’11 al 14 ottobre il Festival della Partecipazione. Ecco le iniziative in cui siamo coinvolti. Qui il programma completo.

Giovedì 11 e venerdì 12 ottobre, ci trovate sotto il gazebo dell’Urban Center presso l’Auditorium del Parco del Castello “Renzo Piano” dove potrete votare, fino a sabato, i progetti del Concorso di Idee nazionale indetto per la creazione e realizzazione del logo istituzionale rappresentativo dell’UC. Domenica, presso l’Auditorium, verrà proclamato il vincitore!

43114731_2128307254087486_3348195970968977408_nSabato 13, alle ore 10, vi aspettiamo, sempre all’Auditorium del Parco, per “Aree interne e periferie urbane: vivere ai margini e riprendersi il futuro”.

Le aree interne, provate dalla carenza di servizi negli ambiti di scuola, sanità e mobilità e dall’indebolimento demografico che le contraddistingue, costituiscono una parte peculiare e viva del territorio italiano. Un eccesso di narrazione positiva riguardante le città e le aree urbane nel nostro Paese ha fatto sì che, a tutt’oggi, emergano invece con difficoltà quelle che sono drammatiche disuguaglianze e deficit di diritti e di servizi che i cittadini che abitano le periferie urbane si trovano quotidianamente ad affrontare. Ma quello che, al dì là delle ovvie differenze, accomuna le une e le altre è il ruolo che possono assumere, e stanno assumendo di fatto, le comunità che le abitano quando diventano traino e protagoniste della rinascita di questi territori.

In quest’occasione, potrete acquistare il libro “La città che cura” di Giovanna Gallio e Maria Grazia Cogliati Dezza.

42806548_2127865784131633_8408161190802358272_oSempre sabato, alle ore 15:30 a Palazzo Fibbioni, parleremo di giovani nell’evento esito del percorso di emersione locale “Piazze della Partecipazione” che ha coinvolto oltre 35 organizzazioni civiche del territorio aquilano: “Alternanza scuola-lavoro… ma perché?”.

L’evento laboratoriale propone la scrittura partecipata a più mani di un protocollo etico per regolare le opportunità di incontro tra organizzazioni civiche (terzo settore) e studenti coinvolti nel percorso di Alternanza scuola-lavoro ed extra-scolastici. Attraverso la metodologia del barcamp, studenti, docenti, dirigenti scolastici e organizzazioni civiche si confronteranno sui principi da rispettare e sull’offerta formativa da garantire. Anche i percorsi di alternanza scuolalavoro ed extra-scolastici possono essere un compito di realtà se costruito con la responsabilità dei protagonisti del territorio. Per prenotare un intervento all’interno della “s-conferenza”, clicca qui

43422153_2131665510418327_8564091717945393152_nInfine, domenica 14 ci vediamo alle 10 al Dipartimento di Scienze Umane per “Partecipazione, politiche pubbliche e beni comuni: immaginare il futuro delle comunità resilienti”.

Come far dialogare e coesistere percorsi partecipativi che arrivano dalle istituzioni con altri percorsi stimolati dalla cittadinanza in contrasto con l’amministrazione locale? Chi decide e come vengono prese le decisioni al termine di un percorso di attivazione e partecipazione dei cittadini? Come gestire la frustrazione delle persone e dei gruppi che partecipano ma che non ottengono risposta o non vedono cambiamenti nelle loro comunità? L’obiettivo dell’evento è quello di promuovere un confronto dialogico tra esperienze diverse di “immaginazione civica”, processi partecipativi e laboratori con i cittadini promossi dalle istituzioni, percorsi che nascono dal basso, esperienze piccole e grandi, nazionali e internazionali. 

Le parole sono importanti

Quale Associazione a tutela degli interessi dei cittadini portatori di malattie mentali, sentiamo forte il dovere di intervenire nel merito di come alcuni organi di stampa hanno trattato la notizia della grave aggressione subita dalla giovane cittadina nella notte di domenica.

Prioritariamente esprimiamo la netta condanna della violenza e la totale solidarietà alla ragazza vittima di tale grave aggressione.

Non possiamo comunque esimerci dall’evidenziare come alcune testate giornalistiche abbiano riportato la notizia, sottolineando nei titoli lo status di rifugiato e in particolare la sussistenza di problemi psichici.

La necessità di semplificazione non giustifica tale evidenza, che alimenta tutte le ingiustificate paure purtroppo esistenti nei confronti di coloro che soffrono di male mentale, rafforzando nell’immaginario collettivo l’idea che la malattia mentale sia determinante maggiore nella commissione di reati contro la persona.

È doveroso richiamare attenzione alle statistiche che sconfermano queste posizioni dimostrando che in percentuale il maggior numero dei reati contro la persona sono commessi da persone sane mentalmente.

Sottolineiamo a proposito che mai un reato commesso da persona malata di malattia organica viene giornalisticamente riportato come “cardiopatico aggredisce” o “diabetico violenta”… Almeno consideriamo la malattia mentale al pari della malattia fisica!

Tutti possiamo ammalarci mentalmente e tutti abbiamo bisogno di ricevere cure appropriate, come ci risulta abbia ricevuto l’autore di questo grave reato, responsabile e condannabile dopo l’iter processuale.

Resta comunque la necessità che i centri di accoglienza siano sempre più supportati dai Servizi di Salute Mentale, in condizione quindi di dare risposte non solo alle urgenze con ricoveri ospedalieri, ma anche di poter curare in contesti di civile abitazione seguiti dal sistema psichiatrico pubblico.

Il Presidente, Alessandro Sirolli