Bando SCN Garanzia Giovani 2018. 4 posti disponibili presso la nostra Associazione

Scadenza 20 luglio ore 14:00. Selezioni 30 luglio ore 10:00 c/o CSVAQ

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato il bando per la selezione di 185 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale per l’attuazione del Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani” – PON IOG – da realizzarsi nella Regione Abruzzo.

Il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila ha ottenuto il riconoscimento di 18 progetti per un totale di 81 volontari da impiegare, di cui 4 presso la nostra sede, nel progetto “Salute e comunità”.

Scheda progetto

SETTORE Educazione e promozione culturale
AREA DI INTERVENTO Educazione ai diritti del cittadino, interventi di animazione territoriale

OBIETTIVI DEL PROGETTO
• Attivare percorsi di autonomia e di aggregazione per le fasce più deboli della popolazione;
• Promuovere un’informazione capillare su opportunità e diritti della persone;
• Realizzare percorsi per la promozione della salute.

ATTIVITÁ D’IMPIEGO DEI VOLONTARI
• Guida e trasporto;
• Calendarizzazione e gestione del servizio di trasporto sociale;
• Segreteria organizzativa dei corsi;
• Segreteria logistica;
• Supporto ai volontari nell’organizzazione dei corsi e nella stesura del calendario di appuntamenti;
• Tutoraggio durante i corsi;
• Calendarizzazione della attività;
• Segreteria organizzativa e logistica;
• Realizzazione del materiale promozionale;
• Animazione;
• Organizzazione di gite e attività culturali;
• Calendarizzazione della attività;
• Segreteria organizzativa;
• Realizzazione del materiale promozionale;
• Scrittura e realizzazione trasmissioni radiofoniche;
• Supporto nella messa in onda delle trasmissioni;
• Supporto alla gestione del blog della radio Segreteria organizzativa;
• Organizzazione dei volontari.

CONDIZIONI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI
Monte ore annuo: 1400 ore
Orario settimanale: 20 ore (minimo)
Giorni di servizio a settimana: 5

Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
• Disponibilità a missioni o trasferimenti;
• Partecipazione a eventi, seminari, riunioni, manifestazioni;
• Utilizzo dei D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale) quando richiesti;
• La formazione potrebbe essere svolta nei giorni festivi (domenica);
• Partecipazione agli eventi e attività di promozione del servizio civile.
• Flessibilità oraria e impegno nei giorni festivi;
• Pernottamento (qualora necessario per le attività previste).

Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: NESSUNO.

La durata della formazione specifica è di 72 ore per ogni volontario.

 

Requisiti e condizioni di ammissione

Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:

  1. essere cittadini italiani;
  2. essere cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea regolarmente residenti in Italia;
  3. essere cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia;
  4. essere iscritti al Programma “Garanzia Giovani” (da effettuarsi sul sito internet http://www.garanziagiovani.gov.it), aver firmato il Patto di Servizio ed essere stati “presi in carico” dal CPI e/o Servizio competente;
  5. non aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo, ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici, o di criminalità organizzata;
  6. essere disoccupati ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 150/2015 del 14 settembre 2015 e successive modifiche e integrazioni;
  7. non frequentare un regolare corso di studi (secondari superiori, terziari non universitari o universitari);
  8. non essere inseriti in alcun corso di formazione, compresi quelli di aggiornamento per l’esercizio della professione o per il mantenimento dell’iscrizione ad un Albo o Ordine professionale;
  9. non essere inseriti in percorsi di tirocinio curriculare e/o extracurriculare, in quanto misura formativa.

I requisiti di partecipazione richiesti dalla Garanzia Giovani devono essere posseduti all’avvio del percorso in “Garanzia Giovani” (inteso come momento procedurale che si apre con l’adesione sui portali e si chiude con la presa in carico da parte di un CPI, e con la sottoscrizione del Patto di Servizio), e all’inizio della misura del servizio civile nazionale. I requisiti di cui alle precedenti lettere a), b), c) ed e) devono essere mantenuti sino al termine del servizio.

Non possono presentare domanda i giovani che:

a) abbiano già prestato servizio civile nazionale per l’attuazione del Programma Garanzia Giovani; oppure abbiano interrotto il predetto servizio prima della scadenza prevista, o che alla data di presentazione della domanda siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani;

b) abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale per la partecipazione al Programma Garanzia Giovani l’aver già svolto il servizio civile nazionale ai sensi della legge n. 64 del 2001, oppure nell’ambito del progetto sperimentale europeo IVO4ALL e nei progetti dei Corpi Civili di Pace o aver interrotto il servizio civile nazionale svolto nell’ambito della Garanzia Giovani per motivi non imputabili ai volontari.

La domanda deve essere recapitata entro le ore 14:00 del 20 luglio 2018 in una delle seguenti modalità:

  • a mano presso la sede dell’Aquila del CSVAQ (c/o Casa del Volontariato – Via Saragat, 10 – loc. Campo di Pile);
  • a mezzo raccomandata A/R all’indirizzo Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila – c/o Casa del Volontariato – Via Saragat, 10 (loc. Campo di Pile) – 67100 L’Aquila (non fa fede il timbro postale, la raccomandata deve pervenire fisicamente entro i termini indicati);
  • tramite PEC all’indirizzo serviziocivile@csvaqpec.it esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata intestata allo stesso candidato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf.

Si ricorda che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale pena l’esclusione.

Per informazioni: 0862318637 – info@csvaq.ithttp://www.csvaq.it

Oppure: 3274181827 – l.aquila180amici@gmail.com

 

Allegati:

CRITERI DI SELEZIONE criteri_di_selezione_gg_2018

BANDO COMPLETO abruzzo-bando

DOMANDA DI AMMISSIONE allegato-2

DICHIARAZIONE POSSESSO TITOLI allegato-3

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Riflessioni per i 40 anni della Legge 180 a cura di Gianni Carusi

Democrazia e Salute Mentale di Comunità. Trieste, 21 – 23 giugno 2018.

«Volevo condividere con voi alcune riflessioni per i 40 anni della 180. L’incontro di Trieste è stato emozionante, intenso, costruttivo e altamente formativo. Erano presenti professionisti e delegazioni di molti paesi, rappresentanze del volontariato e delle associazioni di utenti e familiari. La nostra legge di riforma ha quasi mezzo secolo di vita ma rappresenta ancora un faro potente per il cambiamento dei servizi e della società non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Il patrimonio più grande è l’averci consegnato l’apertura della prospettiva della salute mentale nella Comunità avviando processi di sperimentazione di pratiche, tecniche e modelli tutt’ora in corso, portando la psichiatria verso una progressiva umanizzazione. La 180 ha avviato la riflessione sulla questione psichiatrica ponendola di fronte a tutti (tecnici, politici, amministratori, forze dell’ordine, familiari, cittadini) come problema da affrontare in modo integrato senza equivoci e/o ambiguità. In passato le pratiche terapeutiche manicomiali ritenevano il paziente psichiatrico una persona incomprensibile, incurabile e pericolosa per se e gli altri tanto da dover essere allontanato e segregato. Questa legge ha dato dignità alla nostra professione a vantaggio delle persone sofferenti. Vi siete mai chiesti quale sarebbe stato il nostro futuro professionale (psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, educatori, ecc.…) dentro le mura di un’istituzione chiusa? Potevamo essere liberi di pensare come aiutare le persone ad autodeterminarsi?

La legge Basaglia è una legge quadro, ha descritto le regole entro cui va fatto l’intervento e dove va fatto. Non ha indicato i metodi di trattamento lasciando agli operatori lo studio metodologico delle procedure e delle tecniche di cura. Questa libertà professionale, da taluni fortemente criticata, di per se è stata altamente qualificante poiché ha consentito di sviluppare creatività, sperimentazione, ingegno, lavoro basato sul fare, sulle prassi, sul dare risposte concrete alle situazioni ed alle persone per poi magari teorizzare successivamente su ciò che è stato fatto.

Sporcarsi le mani, metterci la faccia è spesso la sfida e la responsabilità a cui siamo chiamati in situazioni difficili, anche quando le nostre risorse e le nostre possibilità sono assai ridotte. Abbiamo imparato molto in questi anni poiché la legge di riforma, sulla quale anche l’onorevole Aldo Moro ha dato il suo contributo in alcuni passaggi, ha permesso di lavorare in un campo aperto dove l’imperativo per i servizi era quello di impegnarsi, studiare, sperimentare, inventare. Ognuno di noi ha avviato una propria formazione psicoterapeutica o riabilitativa approfondendo approcci e discipline diverse. Via via sono andate maturando nell’operatività clinica dei servizi negli anni ‘90 e 2000  le pratiche psicoriabilitative, le case famiglia, i centri diurni, gli approcci basati sulla recovery, il mutuo aiuto, la mindfulness, il dialogo aperto, la multifamiliare, l’intervento di rete, e ancora i programmi in borsa lavoro, i tirocini formativi, la cooperazione sociale, l’abitare supportato e tante altre tecniche e pratiche innovative che hanno valorizzato i nostri interventi e contribuito a  reinserire persone nella società.

La 180 ha portato l’Italia ad avere la legislazione più avanzata al mondo in termini di approccio culturale al disagio mentale. Molti paesi l’hanno assunta come modello di riferimento per le loro legislazioni (Portogallo, Spagna, Brasile, Grecia, Croazia, Ungheria, ecc.…) e l’OMS ha posto l’Italia come esempio per la disciplina normativa in materia. Permangono, tuttavia, elementi di criticità e debolezza. Nella stragrande maggioranza dei paesi continuano, purtroppo, ad esistere gli ospedali psichiatrici dove vengono reclusi i pazienti più difficili. In Francia ed in Inghilterra, paesi tra i più avanzati al mondo nelle politiche sociali, permane un forte ricorso ai trattamenti sanitari obbligatori ed una persistenza di pratiche segreganti. Le pratiche coercitive e di abbandono permangono anche in Italia (TSO, contenzioni, assenza di presa in carico, programmi terapeutici confusivi e fragili, il ricorso alla residenzialità psichiatrica ecc.…). In molte regioni italiane le strutture intermedie non sono mai decollate, i CSM e i Centri Diurni sono molto deboli e al manicomio si sono sostituite la logica della delega sine die alle cliniche private o alle Comunità terapeutiche con trattamenti di lunga durata (dieci anni o più).

Attualmente sono circa 30.000 i pazienti ricoverati nelle strutture residenziali comunitarie in Italia, rappresentando la nuova frontiera della psichiatria italiana. L’atteggiamento coercitivo e segregazionista persiste tutt’ora in una certa misura nella popolazione generale e purtroppo anche in alcuni ambienti psichiatrici. L’Università continua a sfornare professionisti molto preparati sull’utilizzo dei farmaci, pratica per carità importante, ma piuttosto insufficiente rispetto alla complessità delle risposte alla persona con disagio mentale.

Anche l’atteggiamento “oggettivante” della psichiatria persiste tenacemente ancora oggi: la tendenza a ritenere la persona malata come soggetto da studiare, catalogare, etichettare, osservare con distacco e con una pretesa neutralità scientifica. In realtà la pratica clinica territoriale ci ha insegnato che per essere dei   professionisti “onesti” della salute mentale dobbiamo imparare ad ascoltare e stare con l’altro, comprenderlo, accompagnarlo nel suo processo di crescita, capire la sua alterità il suo essere e permettergli di sperimentare modalità esistenziali più soddisfacenti di vita. L’essere con, il costruire con, è l’approccio esistenziale ed umanistico più corretto che consente all’operatore di avere informazioni, accedere al mondo interno dell’altro e dare valore e significato al proprio agire terapeutico ed alla sofferenza della persona. Abbiamo imparato, inoltre, a non essere paternalistici evitando di infantilizzare i nostri utenti rimandando loro la responsabilità delle scelte di vita come momento di crescita e cambiamento verso modelli più funzionali.

La costruzione della salute mentale non è appannaggio solo dei tecnici della salute mentale, interessa la società nel suo complesso nelle sue varie forme organizzative ed associative. Il benessere si costruisce in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni interpersonali, nei rapporti sociali in genere basati sul rispetto reciproco, sulla partecipazione, sulla democrazia, sulla giustizia sociale, sulla tolleranza e sulla solidarietà. È quindi precipuo compito dell’operatore coinvolgere sin dall’inizio tutti gli attori in campo per la risoluzione dei problemi.

La 180 è una legge potente, ma anche fragile al suo interno. Vi sono stati negli anni passati numerosi tentativi di controriforma, tutti fortunatamente respinti. Credo che abbiamo il dovere di comprendere e apprezzare pienamente la portata della rivoluzione e del movimento culturale che negli anni 60 e 70 ci ha regalato questo gioiello. Sta a noi saperla difendere nel futuro, implementarla e arricchirla declinando le nostre pratiche verso modelli di salute mentale di Comunità laddove il benessere del singolo si riflette sull’intero corpo sociale: un cittadino non curato o abbandonato alla sua sofferenza e fragilità è una sconfitta per tutti e una perdita di valori e diritti per ognuno di noi.

Buon lavoro.

Affettuosamente,

Gianni Carusi»

La buona volontà è fondamentale

Da “Il gusto di costruire comunità” a cura di Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila – Cesv Lazio – volontariato.lazio.it- SPES Centro Servizio Volontariato la storia della nostra volontaria Francesca e della nostra attività su Campotosto

36774690_2251056511578622_1246130579921960960_o“Il mio anno di Servizio Civile ha avuto inizio i primi di luglio del 2017. Sebbene avessi già avuto la possibilità di partecipare attivamente alla vita associativa, inizialmente mi sono sentita un po’ come un pesce fuor d’acqua, intimorita, da un lato, dalle piccole e grandi responsabilità che giorno dopo giorno sentivo ricadere su di me, dall’altro, da una certa voglia di fare che si faceva largo in me quando ancora non mi sentivo pronta (o forse adatta) a ciò che avevo scelto. Man mano che i giorni e i mesi passavano, mi rendevo conto di quanto, anche nelle piccole cose, il mio servizio potesse essere importante e di quanto la mia “buona volontà” fosse fondamentale nello svolgere il mio compito di civilista nel migliore dei modi. Ho iniziato con il partecipare ad alcuni eventi che l’associazione stessa organizzava e poi, a dicembre, ecco la svolta. Abbiamo deciso di rivolgere il nostro intervento agli abitanti di Campotosto, paese dimenticato e in un certo senso abbandonato a sé stesso in seguito ai terremoti che l’avevano colpito nel 2016-2017. Ed è proprio in questa circostanza che mi sono stupita di quanto potesse essere fondamentale non solo l’aiuto in termini pratici (alcuni abitanti, che sento adesso un po’ come se fossero miei nonni, avevano ad esempio difficoltà a raggiungere l’ambulatorio medico di Campotosto dalle frazioni o, ancora di più, a spostarsi a L’Aquila), ma anche in termini di ascolto: tutti, uomini e donne, giovani e meno giovani, sembravano avere l’esigenza di condividere con qualcuno che potesse capirli le loro esperienze e i loro vissuti, dalla paura del sisma e del conseguente isolamento alle difficoltà che quotidianamente incontrano. Nonostante qualche pregiudizio iniziale nei confronti della nostra presenza, ben presto si è instaurata quella fiducia e quel dialogo che hanno reso gli interventi svolti più efficaci e, diciamolo, piacevoli da entrambe le parti.

Di certo questa esperienza di Servizio Civile è trascorsa in fretta e le paure iniziali di non farcela e di non essere adeguata hanno lasciato il posto ad una sensazione di gratitudine e soddisfazione per il lavoro svolto. Credo che un anno di volontariato sia stato fondamentale per me, per una crescita interiore e un ampliamento di quelle potenzialità che possedevo, ma che non conoscevo fino in fondo e non sapevo sfruttare. Un anno passa in fretta, ma ciò che lascia è un bagaglio fondamentale per poter comprendere meglio quelle realtà apparentemente diverse, ma che in verità formano e insegnano.” F.M.

 

Follie d’Estate 2018

Torna anche quest’anno nel parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio Follie d’Estate: tre giorni di dibattiti, teatro, musica e mostre dal 28 al 30 giugno

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Dopo la fortunata prima riedizione dell’anno scorso, torna anche quest’anno il festival Follie d’Estate: tre giorni di spettacoli e convegni, momenti di cultura e di approfondimento all’interno del parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio. Per dieci anni (dal 1990 al 2001) Follie d’Estate è stata un’iniziativa “effimera” fatta di attività culturali e ricreative, di spettacoli e feste dentro e fuori Collemaggio, un tentativo di costruire un progetto di comunità coesa e solidale. Si tratta di un’esperienza storica della città di L’Aquila, che è nata con l’obiettivo di creare momenti di incontro tra i “matti” e la città, per alleviare le sofferenze dei “malati” e avvicinare i “benpensanti” aquilani a quella specie di mondo a parte che era il manicomio di Collemaggio. Questa esperienza si è interrotta all’inizio degli anni 2000, a pochi anni dalla chiusura dell’Ospedale Psichiatrico decretata dalla Legge 180/78, altrimenti nota come Legge Basaglia. Oggi l’Associazione 180amici L’Aquila, insieme ad un corposo comitato di associazioni del territorio, intende recuperare questo percorso socio-culturale così importante per la città e contestualizzarlo nello scenario attuale.

L’idea è quella offrire uno spazio culturale che possa raccontare la storia di quel luogo di sofferenza e reclusione, che nell’immaginario collettivo della città era avvertito come una zona d’ombra, dimora per eccellenza dell’alterità. Attraverso la narrazione della sua storia, dalle origini fino all’attuazione della Legge Basaglia che portò finalmente alla chiusura dei manicomi, si vuole costruire una memoria storica legata all’Ospedale Psichiatrico, tanto più in quest’anno in cui ricorre il 40ennale della Legge 180/78. Proprio in quest’ottica, l’Associazione 180amici L’Aquila è attiva in una ricerca che prevede il recupero e la catalogazione del materiale documentativo (foto, cartelle cliniche, registri visite, ricoveri e materiale utilizzato all’interno dell’ospedale) al fine di ricostruire la storia del manicomio di L’Aquila dalla sua fondazione ai giorni nostri. Sono già state realizzate interviste a persone che hanno conosciuto e vissuto, per motivazioni differenti, l’ex Ospedale Psichiatrico. In totale, l’Associazione ha raccolto registrazioni video della durata di circa 7 ore: il materiale raccolto dovrà essere elaborato e trascritto con la finalità di essere reso fruibile ai visitatori, in vista dell’allestimento, proprio in occasione della manifestazione, dell’Archivio della Memoria, consultabile presso la sede dell’Associazione 180amici all’interno del parco dell’ex O.P..

La rassegna sarà occasione per porre l’accento su diverse tematiche, una per ogni giornata. L’apertura sarà dedicata alla questione della rivalutazione e del ripristino del parco e delle strutture dell’ex manicomio: a 40 anni dall’inizio del processo che ha avviato la chiusura delle istituzioni manicomiali e a circa 20 anni dalla chiusura effettiva di quella aquilana, quale potrà essere il suo futuro? Nella seconda giornata, con uno sguardo tra passato, presente e futuro, si parlerà di stigma e integrazione: integrazione che il manicomio negava e che rischia, ancora oggi, di essere negata in alcuni contesti. La conclusione, invece, sarà ampiamente affidata al tema della salute mentale, proprio nel luogo che per anni l’ha rappresentata (o negata?) nell’immaginario collettivo, e alle celebrazioni per il 40ennale delle Legge Basaglia.

Di seguito il programma dell’iniziativa.

Giovedì 28 giugno Venerdì 29 giugno Sabato 30 giugno
Ore 16. Tavola rotonda “Collemaggio. 40 anni dopo” Ore 16. Convegno “A 40 anni dalla Legge Basaglia e a 4 dalla Legge 81: la chiusura degli OPG e l’istituzione delle REMS” Ore 17. Proiezione del docu-film “I migrati”, produzione Comunità 24 luglio, regia Francesco Paolucci
Pierluigi Biondi, Sindaco Città dell’Aquila

Guido Liris, Vicesindaco Città dell’Aquila

Sabrina Di Cosimo, Assessore alla Cultura Città dell’Aquila

Giovanni Lolli, Vicepresidente Giunta Regionale

Silvio Paolucci, Assessore regionale alla Programmazione sanitaria

Rinaldo Tordera, Direttore Generale ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

Marco Brandizzi, Direttore Accademia Belle Arti L’Aquila

 

Alessandro Sirolli, Presidente Associazione 180amici L’Aquila

Carmine Basile, ARCI Abruzzo

Gisella Trincas, Presidente UNASAM

Loretta Del Papa, SPI CGIL

Maria Luisa Ianni, Presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche L’Aquila

Massimo Cialente, già Sindaco Città dell’Aquila

Pierpaolo Pietrucci, Consigliere Regione Abruzzo

Umberto Giammaria, già Direttore Sanitario ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

Umberto Trasatti, Segretario Provinciale CGIL

Vittorio Sconci, già Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

Comitato 3e32

Silvio Paolucci, Assessore regionale alla Programmazione sanitaria

Rinaldo Tordera, Direttore Generale ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

Alessandro Rossi, Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

 

Anna Maria Allegro, Direttore UOC Centro di Salute Mentale ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila

Emanuele Sirolli, Associazione 180amici L’Aquila

Giancarlo Tamagnini, Coordinatore Regione Abruzzo della Società Scientifica in Scienze Infermieristiche sulla Salute Mentale

Giovanna Del Giudice, Presidente Conferenza Basaglia

Loretta Del Papa, SPI CGIL

Massimo Mari, Direttore DSM Area Vasta 2 ASUR Marche (AN)

Noemi D’Addezio, Associazione 180amici L’Aquila

Paola Flammini, Associazione 180amici L’Aquila

Stefano Cecconi, Comitato STOP OPG, CGIL nazionale

 
Ore 19. Presentazione del libro “Guida alla Salute Mentale” di Renato Piccione e Gianluigi Di Cesare (edizioni Alpha Beta Verlag, Collana 180) con letture a cura della Bottega dei Guitti, con l’autore Gianluigi Di Cesare, modera Umberto Braccili Ore 19. Presentazione del libro “All’ombra dei ciliegi giapponesi” di Antonio Slavich (edizioni Alpha Beta Verlag, Collana 180) con letture a cura della Bottega dei Guitti, modera Maria Rosaria La Morgia Ore 18. Dibattito “Buone prassi di accoglienza. Dallo SPRAR ai tutori volontari per Minori Stranieri Non Accompagnati”. Testimonianze di beneficiari dei progetti SPRAR dell’Aquila e di Pizzoli e di alcuni Tutori volontari per MSNA della provincia dell’Aquila. Presentazione della Rete di Associazioni per i Tutori volontari per MSNA della provincia dell’Aquila
Gianluigi Di Cesare

Marisa Mastracci

Paola Federici

Umberto Braccili

Giovanna Del Giudice

Gisella Trincas

Maria Rosaria La Morgia

ARCI L’Aquila

Comunità 24 luglio

Sara Del Sole, Giudice Onorario del Tribunale per i minorenni d’Abruzzo

Ore 21. “La rivoluzione nella pancia di un cavallo”, spettacolo Pathos Logico in musica e prosa, liberamente ispirato al pensiero di Franco Basaglia, di Daniela Di Renzo Ore 21. Esibizione coro “Armonie d’argento”, direttori: M° Dante Sorrentino, M° Gabriella Manilla

 

Ore 21. “I semi della memoria: storie dall’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio”, spettacolo itinerante a cura della Libera Pupazzeria, regia Silvia Di Gregorio, produzione TSA
Ore 22. “Il respiro delle donne”, spettacolo teatrale di e con Giovanna Di Matteo

 

Ore 22:30. Presentazione del libro “Basaglia e le metamorfosi della psichiatria” di Piero Cipriano (edizioni Elèuthera)
Ore 23. “Toccati dal fuoco”, parole e musica a cura di Barbara Bologna e Fabio Iuliano Ore 23. “Interiezioni”, di e con Pierpaolo Capovilla

E inoltre…

Tutti i giorni, a partire dalle 17, laboratori per bambini a cura del CSVAQ e di ASD AMC (Attività Motorie Culturali)

Sabato, ore 11, caccia al tesoro a cura del CSVAQ

“L’Archivio della Memoria”: mostra foto-documentaria sulla storia del manicomio di Collemaggio

Percorso artistico e istallazioni

Bibliobus

Venerdì e sabato, ore 11, passeggiata guidata nel parco dell’ex manicomio

 

Segreteria organizzativa:

Associazione 180amici L’Aquila ONLUS, 3274181827, l.aquila180amici@gmail.com, FB: Follie d’Estate

 

Il Comitato Promotore:

  • Associazione 180amici L’Aquila ONLUS
  • ARCI Abruzzo
  • ARCI L’Aquila
  • Comunità 24 luglio
  • Viviamolaq
  • Animammersa
  • 3e32
  • CSVAQ
  • Bibliobus
  • ASD SAM
  • Percorsi L’Aquila
  • ASD AMC
  • ASD SAM
  • ACSI Abruzzo
  • AIDA
  • Armonie D’Argento
  • Cooperativa Lavoriamo Insieme
  • La Casa di Michele
  • Radio Stella 180

Con il supporto di:

  • Accademia Belle Arti L’Aquila
  • Cittadinanzattiva
  • Comitato StopOPG
  • UNASAM
  • Forum Salute Mentale
  • Conferenza Basaglia
  • CGIL
  • SPI CGIL
  • LAQTV

Con il Patrocinio di:

  • Regione Abruzzo
  • Città dell’Aquila
  • ASL1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila
  • Ordine Professioni Infermieristiche L’Aquila
  • Ordine Psicologi Abruzzo
  • Ordine Assistenti Sociali Abruzzo

Realizzato grazie al contributo di:

  • Fondazione CARISPAQ
  • Rosa Edilizia
  • Consorzio L’Aquila 2009
  • ACLI L’Aquila
  • SODIFA SRL
  • Brico IO Aleandri

 

Diritti, libertà, servizi. Verso una conferenza nazionale per la salute mentale. VIDEO

Roma, 11-12 maggio 2018.

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Si è svolto a Roma, in occasione del 40ennale della Legge Basaglia, l’evento “Diritti, libertà, servizi. Verso una conferenza nazionale per la salute mentale” al quale abbiamo partecipato come Associazione e con l’intervento del nostro Presidente sul tema “Salute mentale e lavoro, esperienze di impresa sociale, esperienze di abitare supportato, percorsi emancipativi”.

Qui i video integrali delle due giornate: PRIMASECONDA.

Ringraziamo Radio Radicale per il servizio.